Sviluppo Blockchain: il processo di Minting


Nella Lezione 3 della nostra rubrica sulla blockchain abbiamo spiegato cos’è il mining, ovvero il processo di creazione di nuovi blocchi con corrispondente compenso in criptovalute.

Questo processo utilizza la POF (Proof Of Work) come metodo di consenso. Benché questo sia il sistema più noto e funzionale, esistono diversi altri procedimenti. L’alternativa più quotata è la Proof of Stake (POS).

Il consenso basato su POS non richiede alcuna risoluzione di algoritmi complessi, ma bensì la dimostrazione di possedere una certa quantità di criptovalute secondo un determinato criterio. La POS per anzianità, per esempio, prevede che a creare un nuovo blocco sia il nodo con in possesso il maggior numero di criptovalute non circolanti da almeno 30gg.

Tali criptovalute utilizzate nel conteggio, una volta creato il nuovo blocco, perdono la loro anzianità. In questo modo si evita il rischio che sia sempre e solo un nodo a generare tutti i blocchi. Inoltre, come nella POF, il nodo “incaricato” riceve un compenso in cripto. Questo processo prende il nome di minting, ovvero coniazione.

Il minting, rispetto al mining, presenta diversi vantaggi. In primis è molto più economico e sostenibile in quanto non è più necessario utilizzare schede video che richiedono un elevato dispendio di denaro ed energia elettrica. Inoltre permette di creare nuovi blocchi molto più velocemente, il tempo di conferma delle transazioni passa quindi da 10 minuti a 10 secondi.

Uno degli aggiornamenti della blockchain ethereum, previsto per luglio 2021, provvederà a sostituire la POF con la POS.

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